Blog · Colloquio di lavoro

Domande colloquio di lavoro 14 domande con risposte di esempio

Le domande di agenzia, HR e responsabile, divise per tema, con quello che cerca il selezionatore, una risposta da adattare e i limiti della legge italiana.

Basato sullo Statuto dei lavoratori e sul D.Lgs. 276/2003 (testi su Normattiva), verificati il 25 ottobre 2026.
Risposta breve

Quali domande fanno al colloquio di lavoro?

Le domande di un colloquio di lavoro girano intorno a cinque temi: chi sei, perché vuoi questo posto, che cosa hai già fatto, come reagisci quando qualcosa va storto e le tue condizioni (RAL, preavviso, disponibilità). Le più frequenti sono «Parlami di te», «Perché vuoi lavorare da noi?», «Quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza?», «Raccontami una situazione difficile» e «Che RAL ti aspetti?».

Qui trovi 14 domande divise per fase della selezione, con quello che il selezionatore vuole capire e una risposta di esempio da adattare. Poi le domande da fare al colloquio e quelle che in Italia non ti possono fare.

In sintesi

  • Le domande cambiano con la fase: agenzia, HR, responsabile del reparto.
  • Per i casi concreti usa il metodo STAR: situazione, compito, azione, risultato.
  • Prepara la RAL attuale e una fascia ragionata per il nuovo ruolo.
  • Alla fine fai due o tre domande preparate prima.
  • Opinioni politiche, religiose, sindacali e fatti privati non rilevanti per il lavoro sono fuori dal colloquio (Statuto dei lavoratori, art. 8).
Il percorso

Chi ti fa le domande, e perché cambiano

In Italia una selezione ha spesso due o tre passaggi, e ognuno ha le sue domande:

  • Agenzia per il lavoro o società di selezione: controlla che il profilo corrisponda all’annuncio. Domande rapide su esperienza, disponibilità, RAL attuale e preavviso. Spesso al telefono.
  • HR dell’azienda: motivazione, carattere, come lavori in gruppo. Qui arrivano «Parlami di te» e i punti di forza e di debolezza.
  • Responsabile del reparto: domande pratiche sul lavoro vero. Casi concreti, strumenti, a volte un piccolo esercizio o un colloquio tecnico.

Se sai in quale fase sei, sai già su quali domande puntare. Prima di ogni passaggio rileggi l’annuncio di lavoro e sottolinea le tre richieste che sembrano contare di più.

Domande e risposte

Domande colloquio di lavoro su di te

1. «Parlami di te»

Il selezionatore vuole capire se sai raccontarti in modo chiaro e breve. Non vuole la lettura del curriculum.

«Lavoro da quattro anni come impiegata amministrativa in un’azienda di logistica a Bologna. Seguo fatture fornitori e solleciti, e l’anno scorso ho portato in digitale l’archivio dei documenti di trasporto. Adesso cerco un ruolo in cui crescere verso il controllo di gestione, ed è quello che chiedete nell’annuncio.»

Struttura, varianti ed esempi per profilo: parlami di te.

2. «Quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza?»

Due o tre punti di forza legati al ruolo, con un esempio ciascuno, e un difetto vero con quello che fai per migliorare. La guida completa è in punti di forza e debolezza al colloquio.

3. «Come ti descriverebbero i tuoi colleghi?»

Un modo indiretto per sentire i tuoi pregi. Scegli due aggettivi e dai a ciascuno un fatto.

«Direbbero che sono quella a cui si chiede quando un file non torna, perché ho pazienza di cercare l’errore. E che sono puntuale: in chiusura mese i miei report arrivano sempre il giorno previsto.»

4. «Cosa fai nel tempo libero?»

Non è una domanda a caso. Il National Careers Service britannico consiglia di usare gli interessi per mostrare qualità personali: chi gioca a pallavolo in una squadra può parlare di lavoro di gruppo, chi fa volontariato di organizzazione.

Domande e risposte

Domande sulla motivazione

5. «Perché vuoi lavorare da noi?»

Qui si vede chi ha studiato l’azienda. Cita qualcosa di preciso: un prodotto, un progetto letto sul loro sito o su LinkedIn, un valore che ritrovi nell’annuncio.

«Ho visto che avete aperto il nuovo magazzino automatizzato a Piacenza. Nel mio lavoro attuale ho seguito il passaggio al nuovo gestionale, e mi piacerebbe portare quell’esperienza in un’azienda che sta crescendo così.»

6. «Perché vuoi lasciare il tuo lavoro attuale?»

Parla di quello che cerchi, non di quello da cui scappi. Mai criticare il capo o l’azienda di prima.

«Mi trovo bene, ma nella mia azienda il ruolo è già definito e non ci sono spazi per seguire progetti nuovi. Questa posizione me lo permette.»

7. «Dove ti vedi tra cinque anni?»

Il selezionatore vuole capire se resterai e se i tuoi obiettivi vanno d’accordo con il ruolo. Rispondi con una crescita realistica dentro l’azienda.

8. «Perché dovremmo scegliere te?»

Riprendi le tre richieste principali dell’annuncio e collega a ciascuna una prova presa dalla tua esperienza. Chiudi con una frase sola, senza confronti con gli altri candidati.

Domande e risposte

Domande sull’esperienza e sui casi concreti

Sono le domande che iniziano con «Raccontami una volta in cui…». La risposta migliore segue il metodo STAR: Situazione, Compito, Azione, Risultato. Puoi costruirla con il generatore di risposte STAR.

9. «Raccontami una situazione difficile che hai gestito»

«Un cliente importante ha ricevuto la merce sbagliata a tre giorni da una fiera (situazione). Dovevo sistemare tutto prima dell’apertura (compito). Ho chiamato il corriere, fatto partire un secondo invio prioritario e tenuto il cliente aggiornato ogni sera (azione). La merce è arrivata il giorno prima e il cliente ha rinnovato il contratto (risultato).»

10. «Raccontami un errore che hai fatto»

Un errore vero ma piccolo, e soprattutto cosa hai cambiato dopo. Chi dice di non aver mai sbagliato perde credibilità.

11. «Come gestisci le scadenze strette?»

Spiega il tuo metodo con un esempio: come scegli le priorità, a chi chiedi aiuto, come avvisi se una scadenza salta.

Domande e risposte

RAL, preavviso e trasferte

12. «Qual è la tua RAL attuale e quanto ti aspetti?»

RAL è la retribuzione annua lorda, il numero di cui si parla quasi sempre in Italia. Prima del colloquio controlla quanto guadagni oggi (sulla busta paga o sulla Certificazione Unica) e informati su cosa offre il mercato per quel ruolo e quella città. Rispondi con una cifra o una fascia ragionata, non con «quello che decidete voi». Se ti aiuta, prepara la frase con il generatore di risposta sulla RAL attesa.

«Oggi sono a una RAL di trentaduemila euro con buoni pasto. Per questo ruolo, con la responsabilità del team, penso a una fascia tra trentasei e trentottomila, e sono aperta a parlare del pacchetto completo.»

13. «Quanto preavviso devi dare?»

Guarda il tuo contratto di lavoro prima del colloquio: lì trovi quanto preavviso devi dare, oppure il CCNL a cui rimanda. Così rispondi con una data precisa.

14. «Sei disponibile a trasferte o a trasferirti?»

Rispondi in modo onesto. Se la risposta è «dipende», di’ da cosa: frequenza, durata, supporto per l’alloggio.

Casi particolari

Primo lavoro, buco nel curriculum, cambio di settore

Alcune domande arrivano solo a certi profili. Meglio averle pronte.

  • Primo lavoro o tirocinio: «Non hai esperienza, perché dovremmo prenderti?». Parla di tesi, progetti universitari, lavori estivi, servizio civile: sono esperienza vera, raccontata con il metodo STAR.
  • Un periodo senza lavoro: «Cosa hai fatto in questi mesi?». Una frase onesta sul motivo, poi cosa hai imparato o fatto nel frattempo, per esempio un corso o un percorso con il Centro per l’impiego. Ti aiuta il generatore per spiegare una pausa nel CV.
  • Cambio di settore: «Perché lasci un lavoro che conosci?». Mostra il filo che unisce il prima e il dopo, e le competenze che porti con te.
Alla fine del colloquio

Domande da fare al colloquio

Quasi ogni colloquio finisce con «Hai domande per noi?». Rispondere «no, è tutto chiaro» è un’occasione persa. Il National Careers Service suggerisce domande come «com’è una giornata tipo?» e «ci sarà formazione dopo l’inizio?». Altre domande utili:

  • «Che cosa dovrebbe aver raggiunto la persona in questo ruolo dopo i primi sei mesi?»
  • «Con chi lavorerei ogni giorno, e com’è fatto il team?»
  • «Perché la posizione è aperta: è un ruolo nuovo o una sostituzione?»
  • «Che tipo di contratto è previsto e quale CCNL si applica?»
  • «Quali sono i prossimi passi della selezione e quando avrò notizie?»

Scegline due o tre e scrivile prima. Evita al primo colloquio di aprire con ferie e permessi: ne parlerai quando arriva l’offerta.

Cosa dice la legge

Le domande che in Italia non ti possono fare

Lo Statuto dei lavoratori (legge 300 del 1970), all’articolo 8, vieta al datore di lavoro, già in fase di assunzione, di indagare sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del candidato e su fatti che non contano per valutare la sua attitudine professionale.

Per le agenzie per il lavoro e gli altri soggetti autorizzati alla selezione, il decreto legislativo 276 del 2003, all’articolo 10, va più nel dettaglio: niente indagini o preselezioni basate, anche con il tuo consenso, su convinzioni personali, affiliazione sindacale o politica, credo religioso, sesso, orientamento sessuale, stato matrimoniale o di famiglia o di gravidanza, età, handicap, origine etnica o nazionale, stato di salute ed eventuali controversie con i datori di lavoro precedenti. L’eccezione è quando la caratteristica è un requisito essenziale per svolgere quel lavoro.

In pratica, domande come «Ha intenzione di avere figli?», «È iscritto a un sindacato?» o «Per chi vota?» non hanno spazio in un colloquio. Se arrivano, puoi rispondere con calma: «Preferisco parlare di come posso contribuire al ruolo». Per i dettagli leggi i testi su Normattiva.

Allenarsi

Come allenarsi a queste domande

Scegli le cinque domande che ti mettono più in difficoltà, scrivi i punti chiave della risposta e ripetila a voce alta in meno di due minuti. Poi fatti fare una domanda di approfondimento da un amico: «Mi fai un altro esempio?». Per un colloquio in inglese, il colloquio simulato con IA gratuito legge le domande in inglese e ti dà un riscontro su ritmo e struttura. Molte altre domande per ruolo sono nella banca delle domande (in inglese).

ClapAssist capisce l’italiano e molte altre lingue. Durante il colloquio online, l’IA per colloquio di lavoro ti mostra una traccia presa dal tuo curriculum. Prima controlla che l’azienda permetta l’aiuto di un’IA: ClapAssist è sicuro?

Per preparare tutto il resto, dalla ricerca sull’azienda al giorno prima: come prepararsi a un colloquio di lavoro.

Fonti

Pagine esterne su cui si basano i consigli qui sopra, aperte e verificate nella data indicata.

Md Emteshal, autore di questa guida

Scritto da Md Emteshal

Md Emteshal ha 2 anni di esperienza nella SEO e scrive guide per ClapAssist, ma non è un recruiter né un career coach. I consigli di queste guide vengono dalle fonti citate in ogni pagina, aperte e verificate prima della pubblicazione.

Domande

Domande frequenti sul colloquio di lavoro

Quali sono le domande più frequenti a un colloquio di lavoro?

«Parlami di te», «Perché vuoi lavorare da noi?», «Quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza?», «Raccontami una situazione difficile», «Perché vuoi lasciare il lavoro attuale?» e «Che RAL ti aspetti?».

Come si risponde alle domande su una situazione difficile?

Con il metodo STAR: la situazione, il tuo compito, che cosa hai fatto tu, il risultato. Meglio se il risultato ha un numero o un fatto concreto.

Che domande fare alla fine del colloquio?

Due o tre domande preparate prima: com’è una giornata tipo, che cosa ci si aspetta nei primi sei mesi, com’è fatto il team, quali sono i prossimi passi.

Il selezionatore può chiedermi se voglio figli?

Una domanda così riguarda la vita privata, non l’attitudine professionale: lo Statuto dei lavoratori vieta indagini su fatti non rilevanti per il lavoro, e il D.Lgs. 276/2003 vieta alle agenzie di selezionare in base allo stato di famiglia o di gravidanza. Puoi riportare con calma la conversazione sul ruolo.

Devo dire la RAL attuale?

Non c’è un obbligo, ma è una domanda molto comune. Se preferisci non dirla, rispondi con la fascia che ti aspetti per il nuovo ruolo e spiega su cosa si basa.

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